Preparazione Atletica nel Trail Running: dalla teoria alla pratica

Modello di Prestazione

Definire un modello prestativo significa conoscere in modo accurato quali sono le richieste energetiche, tecniche e tattiche dello sport considerato. In base ai fattori condizionali (forza, resistenza, velocità), coordinativi (coordinazione, equilibrio) e mentali richiesti da tale disciplina, possiamo indirizzare l’allenamento nel migliore dei modi.

Analizzando in primis la durata della prestazione, possiamo dire che il trail running è uno sport di resistenza e coinvolge prevalentemente il metabolismo aerobico. A differenza della maratona, che si corre a ritmo costante, nel trail running vi sono molti adattamenti di ritmo che dipendono dalle variazioni altimetriche. Quindi si avranno tratti a velocità costante (in piano o in pendenza) altri con diversi sforzi esplosivi ripetuti per superare brevi strappi in salita alternati da fasi a bassa intensità.

Resistenza e forza saranno le caratteristiche fondamentali da sviluppare nel nostro modello prestativo.

E’ importante un’ulteriore considerazione. Le gare di trail possono essere di diverse tipologie in base a caratteristiche relative a distanza e profilo altimetrico. Ogni tipologia richiederà tempi e tecniche di allenamento diverse, seppure la logica alla base resti molto simile.

Da marzo 2018, tenendo conto della variabilità del tracciato da gara a gara, ITRA ha riadattato le classificazioni dei trail in base alla relazione distanza-dislivello (km totali + (elevazione in metri)/100) indicando lo sforzo relativo come parametro di classificazione e definendo 7 categorie di trail:

  1. XXS: 0-24
  2. XS: 25-44
  3. S: 45-74
  4. M: 75-114
  5. L: 115 – 154
  6. XL: 155 – 209
  7. XXL: >=210

Quindi una gara da 100km con 1000m D+ avrà un indice di 110 e rientrerà nei trail M, mentre una gara da 100km con 6000m D+ sarà classificata come XL avendo un indice 160.

Ma il modello prestativo del trail running non si esaurisce qui. Un altro fattore fondamentale nel definire la tipologia di allenamento è quello ambientale: dove si svolgerà la gara obiettivo ed in che condizioni climatiche.

L’altimetria espressa in numeri non è sufficiente a categorizzare una gara perché 6000m di dislivello in collina non sono 6000m di dislivello in ambiente montano dove è possibile trovare lunghi tratti di percorso oltre i 2000 metri slm.

E’ quindi molto difficile definire un modello globale per il trail running, ogni evento dovrà essere analizzato e preparato nel dettaglio in base alle richieste fisiologiche della gara da affrontare focalizzando gli obiettivi dell’allenamento su questi aspetti specifici:

  • adattare le strutture muscolari e articolari a sostenere il carico conseguente ai continui impatti derivanti dall’azione di corsa (in particolare nei tracciati con lunghi tratti in discesa)
  • migliorare le capacità di correre a lungo senza senza andare incontro a forti cali di ritmo (quindi migliorare le qualità aerobiche)
  • migliorare l’impiego di acidi grassi come fonte energetica  (potenza lipidica)
  • adattare fisico e mente a sostenere sforzi di lunga durata, superare le possibili crisi, essere performante anche in situazioni di assenza di sonno.

Allenamento generale per la disciplina

La prestazione del trail runner ha una base aerobica quindi l’allenamento dovrà essere proiettato al miglioramento dei fattori fisiologici che ne possano stimolare l’efficacia.

In particolare la preparazione dovrà puntare a valorizzare:

  • Massimo consumo di ossigeno (VO2 Max) (potenza aerobica)
  • Frazione utile del VO2 Max in base al tipo di gara (80% per un vertical; 40-50% per un trail XL)
  • Capacità di lavoro lattacida: condizione di lavoro che può verificarsi in salita o nelle ultime fasi di gara
  • Costo energetico della corsa: tenendo presente che il costo energetico cambia in funzione della pendenza.
  • Potenza lipidica

Periodizzazione

Di base la periodizzazione  prevede tre macro cicli:

PreparatorioGenerale: resistenza di base; potenziamento muscolare
Specifico: potenza aerobica; potenziamento muscolare
AgonisticoPre-agonistico: soglia anaerobica/ritmo gara
Agonistico: ritmo gara/ recupero tra le gare
Transizione/ripresa attivitàRecupero e rigenerazione

Tenendo conto delle seguenti considerazioni:

  • complessità del periodo agonistico, distribuito tra la primavera e l’estate
  • alcune GARE rappresentano una particolare tipologia di allenamento
  • il periodo preparatorio inizia generalmente ad Ottobre

La periodizzazione annuale viene rappresentata secondo la seguente tabella:

Periodo Preparatorio

Il periodo preparatorio di differenzia in due macro fasi: 

  • Generale: costruzione della resistenza e miglioramento dell’efficienza aerobica
  • Specifico: miglioramento della forza muscolare per i gruppi maggiormente impegnati dal modello di prestazione

Generale

In questa fase della preparazione saranno coinvolti maggiormente i condizionamenti fisiologici che fanno riferimento a:

  • miglioramento della capillarizzazione nelle fibre muscolari
  • aumento del volume del sangue circolante
  • incremento del numero dei mitocondri
  • l’aumento degli enzimi ossidativi
  • maggiore efficienza respiratoria
  • migliore efficienza nell’utilizzo degli acidi grassi
  • rafforzamento delle strutture osteo-tendineo-legamentose

I mezzi di allenamento sono:

  • Corsa al ritmo del Fondo Lento
  • Allenamento intervallato e fartlek
  • Allenamento muscolare a corpo libero

Specifico

In questa fase della preparazione, si sommeranno gli allenamenti per il condizionamento delle capacità aerobiche a quelle di potenziamento muscolare specifiche per la forza dei gruppi muscolari direttamente coinvolti nel gesto tecnico della corsa trail.

In particolare l’allenamento si concentrerà su:

  • condizionamento specifico per le gare a calendario
  • miglioramento della VAM (velocità ascensionale media)
  • miglioramento della soglia anaerobica

I mezzi di allenamento sono:

  • Fondo Lento collinare
  • Corsa in salita (brevi/medie/lunghe) con sovraccarico e relativa discesa
  • Ripetute medie e lunghe
  • Simulazione di gara

Periodo Pre-Agonistico/Agonistico:

In questo periodo saranno presenti cicli di carico e scarico in prossimità delle competizioni.

Dopo aver sviluppato per mesi tutte le caratteristiche tecniche della resistenza e della forza si lavora per portare al massimo della loro efficienza tutti i meccanismi finora allenati. Nel periodo agonistico non si andranno più a  sviluppare allenamenti atti a migliorare o costruire la forma fisica, ma si andranno a definire sedute di richiamo per il mantenimento delle caratteristiche fisiologiche allenate durante il periodo di costruzione.

Prima “Gara Obiettivo” 

L’allenamento specifico trattato in questo documento sarà focalizzato per la competizione di trail running Ronda Ghibellina di seguito descritta nelle sue caratteristiche fondamentali:

  • Lunghezza 45km
  • DIslivello positivo: 2500m
  • Tipologia ITRA: S (punti 3)
  • Ambiente di tipo collinare con elevazione max sotto gli 800m slm
  • Periodo gara: 27 gennaio

Il tracciato non molto tecnico si compone di 9 salite principali con un dislivello medio positivo di 200m che si sviluppano in meno di 3 km ciascuna con pendenze variabili dal che arrivano al 30%. Alle salite seguono discese ripide su fondo duro.

Punti di attenzione

Lai gara si trova nel periodo dell’anno solitamente dedicato alla preparazione generale caratterizzata da allenamenti di resistenza e potenziamento muscolare. Inoltre il prossimo novembre è stata inserita una gara con effort muscolare molto impegnativo per recuperare 5 punti ITRA necessari per l’accesso alla selezione per l’UTMB 2019. Quest’ultima gara, non inizialmente prevista nel programma competitivo, sarà gestita come un allenamento lunghissimo che avrà comunque bisogno di alcuni accorgimenti specifici.

Nella definizione dei microcicli si è tenuto conto degli impegni personali dell’atleta che a weekend alternati è impossibilitato ad allenarsi, mentre il mercoledì può allenarsi solo alla mattina presto.

Distribuzione temporale

I mesocicli e microcicli della preparazione saranno così distribuiti.


Settimana
OttobreNovembreDicembreGennaio
IPreparatorio GeneralePreparatorio SpecificoRecuperoPreparatorio Specifico
IIPreparatorio GeneralePreparatorio SpecificoPreparatorio SpecificoPreparatorio Specifico
IIIPreparatorio GeneraleScaricoPreparatorio SpecificoScarico
IVPreparatorio GeneraleGARAPreparatorio SpecificoGARA

Programma di allenamento

Ritmo e Intensità

Come descritto nel modello prestativo le caratteristiche del trail running, per le continue variazioni di pendenza e fondo, rendono difficile definire un programma di allenamento basato sulla velocità, per questo i parametri di riferimento per definire l’intensità dello sforzo saranno la Frequenza Cardiaca e la potenza in WATT (quest’ultimi non trattati nel presente documento).

Devono quindi essere noti i valori FCMax, FC SA  (Soglia Anaerobica), Velocità Soglia Anaerobica in piano, Velocità Ascensionale Media (in FC SA), VO2 Max.

La frequenza cardiaca utile per l’allenamento è data dalla FC di riserva (FCmax – FC a riposo = FC di riserva):

  • Valore minimo (bpm) = FC di riserva x percentuale inferiore + FC a riposo
  • Valore massimo (bpm) = FC di riserva x percentuale superiore + FC a riposo

L’intensità dell’allenamento è calcolata sulle percentuali della frequenza cardiaca massima (%FCMAX).

Test 

Per verificare l’efficacia degli allenamenti saranno fondamentali i test di valutazione. In particolare:

  • Rilevamento della VO2Max tramite test dei 12’
  • Test di Conconi per rilevamento della Soglia Anaerobica
  • Test in salita per rilevare la Velocità Ascensionale Media

I test dovranno essere effettuati con una cadenza regolare ed in relazione al carico di allenamenti specifici.

Allenamento della Resistenza

I metodi di allenamento per la resistenza utilizzabili nel trail running sono:

  • Carico prolungato
  • Intervalli
  • Ripetute

Carico prolungato

L’obiettivo supercompensativo di questo tipo di allenamento è l’ottimizzazione della beta-ossidazione a scopo di migliorare la catabolizzazione dei grassi a scopo energetico.

Volume ed intensità, in questo allenamento, sono inversamente proporzionali: a volume elevato corrisponderà una bassa intensità. 

L’allenamento tipico del carico prolungato è il FONDO LENTO e le sue varianti:  FONDO PROGRESSIVO, FONDO MEDIO.

Allenamenti di Fondo

Per ottimizzare la preparazione, tutti gli allenamenti di fondo saranno eseguiti su percorso vallonato tenendo come riferimento la frequenza cardiaca della soglia anaerobica rilevata nel test di Conconi.

Il carico di lavoro sul microciclo sarà proporzionato al carico di lavoro settimanale.

Lipidico a digiuno

Il lipidico a digiuno dovrà essere svolto la mattina prima di colazione e (possibilmente) in piano. L’allenamento è generalmente programmato il giorno successivo all’allenamento per il miglioramento della soglia anaerobica per sfruttare la carenza di glicogeno. Il ritmo sarà quello del Fondo Lento

Intervalli

L’obiettivo supercompensatvo dell’allenamento ad intervalli è l’ottimizzazione della produzione di energia da parte della glicolisi.

Nell’impostazione dell’intervento intervallato il primo parametro da tenere in considerazione è l’intensità dello sforzo (ritmo di corsa) e di conseguenza si strutturano anche i successivi fattori. Quanto più elevato è il ritmo che si tiene durante la frazione veloce, tanto minore sarà la distanza da percorrere ridotto il numero delle prove.

In relazione all’intensità di corsa le sedute possono essere così suddivise:

  1. ripetute lunghe: da 2 a 5 km  (ritmo medio)
  2. ripetute medie: da 500 a 1000m (ritmo elevato)
  3. ripetute brevi: da 200 a 400m  (ritmo massimale)

Nel’allenamento intervallato rientrano anche:

  1. interval training
  2. fartlek
  3. ripetute in salita

Il recupero deve essere attivo e proporzionale alla distanza percorsa.

Salite

L’allenamento in salita deve essere svolto su sentiero in quanto l’impegno muscolare su terreno off-road è ben diverso da quello richiesto su una superficie regolare.

Salite brevi: 10”30” su pendenze >15%. Servono a migliorare la potenza cardiaca.

Salite medie: 200-500m su pendenze del 15% max migliorano la capacità di lavorare in acidosi.

Salite lunghe: migliorano la soglia anaerobica.

Camminata in salita: è necessario inserire sedute di allenamento di camminata in salita per il condizionamento a questo tipo di sforzo, spesso necessario nelle gare endurance.

Tabelle di allenamento

RIscaldamento: per le ripetute (tutte le tipologie) è necessario un riscaldamento muscolare propedeutico all’allenamento che prevede: 3km di corsa lenta, 5 allunghi di 100m con recupero di 30”, esercizi di mobilità articolare.

Defaticamento: per i lavori brevi di potenza è necessario un defaticamento muscolare per lo smaltimento del dell’acido lattico.

Ottobre

Novembre

Dicembre

Gennaio

Bibliografia

  1. Principi essenziali della preparazione atletica, Davide Serpe – NonSoloFItness
  2. Trail Running & Ultra Trail, Nicola Giovanelli – Mulatero Editore
  3. Correre …secondo Orlando Pizzolato, Orlando Pizzolato – Edizioni Correre
  4. Skyrunning Teoria dell’Allenamento, Eros Grazioli – Mulatero Editore
  5. Il manuale completo della maratona, Roberto Albanesi – Ed. Tecniche Nuove
  6. L’Allenamento Ottimale, Jurgen Weineck – Calzetti Mariucci Editore
  7. Definition of trail-running, ITRA – https://itra.run/page/259/Definition_of_trail-running.html

Disponibile in PDF

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