Il cervello: un avido consumatore di energia

Pensare, riflettere, ragionare sono attività che richiedono grosse quantità di energia. Sicuramente è capitato anche a voi di essere esausti dopo aver studiato per ore un corso o le istruzioni del telecomando del decoder.

Quando si ricevono informazioni nuove, nel cervello si accendono milioni di neuroni contemporaneamente, i quali bruciano energia, provocando affaticamento.

Il professore di psicologia Roy Baumeister spiega che, ogni giorno, abbiamo una certa quantità di forza di volontà, che si esaurisce via via che il nostro cervello consuma energia. Ha anche scoperto che attività radicalmente diverse tra loro, come resistere al cioccolato, risolvere un problema di matematica o ascoltare una presentazione, attingono alla stessa fonte di energia. (1)

Ecco perché quando ci troviamo a correre in gare di ultratrail con tratti di percorso mal segnalati ci sembra di fare il triplo della fatica, in quanto il nostro cervello è continuamente impegnato nella ricerca dei riferimenti visivi, elaborare informazioni per non sbagliare strada, oltre a dover coordinare l’azione di corsa ed individuare ostacoli sul terreno.

Il colpevole di questo affaticamento è il glucosio, o meglio la sua mancanza. Il glucosio è uno zucchero semplice che l’organismo fabbrica a partire dagli alimenti e che si riversa nel flusso sanguigno per fare da carburante ai muscoli, al cuore, al fegato e anche al cervello. In quest’ultimo organo si riversa sotto forma di neurotrasmettitori, ovvero sostanze chimiche che le cellule cerebrali usano per inviarsi segnali tra loro.

Nel cervello adulto, i neuroni hanno un alto fabbisogno energetico che richiede il rilascio continuo di glucosio dal sangue. Nell’uomo il cervello rappresenta circa il 2% del peso corporeo ma consuma circa il 20% di energia derivata dal glucosio, che lo rende il suo principale consumatore (~ 5,6 mg per 100 g di tessuto cerebrale umano al minuto, oltre 100g al giorno in condizioni normali). (2)

Baumeister descrive una serie di esperimenti il cui scopo era misurare il livello di glucosio in alcuni soggetti, prima e dopo l’esecuzione di compiti semplici, come guardare un video mentre ai piedi dello schermo scorrevano delle parole. Alcuni dovevano ignorare le parole, mentre altri potevano rilassarsi e guardare quello che volevano. La misurazione dei livelli di glucosio aveva evidenziato differenze notevoli. Nei soggetti rilassati il livello restava costante, mentre in quelli che dovevano ignorare le parole era calato in maniera significativa.

Quell’esercizio di autocontrollo, apparentemente semplice, corrispondeva a un crollo del livello di carburante nel cervello.

Negli ultratrail, ed in particolare in una situazione di forte stress come la gara, è necessario ottimizzare al massimo il consumo di energia. L’ansia di sbagliare strada o, ancor peggio, di dover ricercare il percorso dopo aver distrattamente perso le indicazioni, può farci diminuire notevolmente le scorte di glucosio, e quindi di glicogeno, portandoci velocemente alla “crisi” e compromettere la prestazione sportiva.

È necessario riprendere le redini della situazione prima che le emozioni negative prendano il sopravvento sulla razionalità. Lo stress, oltre ad attivare eccessivamente il cervello, crea rigidità muscolare aumentando ancor di più il consumo energetico, aggiungendo ulteriori fonti di disturbo all’organismo.

Tieni la mente lontana da pensieri che ti portano a visualizzare situazioni che non desideri.

«Tutto ciò che il pensiero riesce a concepire, la mente tende a realizzarlo» (Napoleone)

Quando stai per avvertire una situazione di forte disagio, fermati. Respira profondamente e pensa al tuo obiettivo. Cosa è più importante per te? Qual è la tua priorità? Andare avanti? Bene, vai avanti. Fermarti? Bene, fermati.

Allenare la mente a superare e resistere alle situazioni di forte stress è una parte fondamentale della preparazione atletica nelle gare di endurance.

(1) “Volere è potere” – Roy F. Baumeister, Willpower: Rediscovering the Greatest Human Strength (tr. it. Roy F. Baumeister e John Tierney, Volere è potere, Vallardi 2011)
(2) Sugar for the brain: the role of glucose in physiological and pathological brain function
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3900881/

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